Chi Siamo

"BABYIA" è una associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale, che si pone la finalità di svolgere attività Ludico–ricreative e socio-culturali è affiliata all' Unione Italiana Sport per Tutti (U.I.S.P.), riconosciuta dal CONI.

"IL GIOCO MOTORIO COME BASE PER LO SVILUPPO ARMONICO DEL BAMBINO"

IL GIOCO MOTORIO

Il gioco è la principale attività del bambino nella sua prima infanzia. Esso non ha finalità utilitaristiche ed è un fenomeno spontaneo. Il gioco1 rappresenta per il bambino non solo ciò che nell'uomo è l'attività cosciente, bensì anche una gamma estesa di manifestazioni della vita infantile quali, la curiosità, la combattività, l'imitazione. Il gioco, quindi, è un fenomeno essenzialmente umano che si manifesta con attività originate da un bisogno naturale di operare, di cimentarsi, di affrontare difficoltà, di riuscire a compiere determinate imprese, di contrapporsi al proprio simile, di superare con la tenacia o con l'astuzia o con qualità motorie ostacoli o quant'altro possa costituire un obiettivo ambito o piacevole o difficile o fantasioso. Sotto il profilo motorio, il gioco rappresenta un mezzo di ginnastica spontanea, libera da schemi precisati, con un forte potenziale educativo. IL VALORE PSICO-PEDAGOGICO DEL GIOCO MOTORIO Il gioco è educativo per una serie di motivi e di caratteristiche:

  • attraverso l'esercizio ludico il bambino esprime gli impulsi e i moti del suo animo in un ambiente psicologicamente libero
  • esso è di grande utilità pedagogica perché dà all'alunno la possibilità di estrinsecare e di far esplodere le sue energie e quindi assolve funzione di riequilibratore delle condizioni biologiche;
  • permette di rivelare le inclinazioni temperamentali e quindi la natura psicologica dei fanciulli, dando all'educatore la possibilità di interventi opportuni e adeguati al loro comportamento;
  • fondamentalmente esso è costituito da attività piacevoli, ricercate e attese e quindi, se fatto bene, nel momento propizio, allenta la tensione e la noia e come tale può essere educativo;
  • è spesso un rilevante attivatore delle grandi funzioni dell'organismo e, come tale, assume un contenuto di educazione igienica.

Per tutti questi motivi il gioco rientra pienamente nel quadro delle attività impiegate al fine di concorrere all'educazione.

IL BAMBINO E IL SUO CORPO

Il bambino che gioca affina le sue qualità psichiche perché nelle attività ludiche egli orienta le sue azioni verso una determinata finalizzazione o verso campi dominati dalla fantasia creativa. Si genera un maggior impegno dell'intelligenza, dell'attenzione, del pensiero e della volontà, il che concorre a migliorare tali qualità della mente. Il bambino, poi, nell'esplicazione del gioco collettivo (il gioco è incompleto e carente se non è collettivo) trova nei compagni una rispondenza che nasce dalle affinità fisiche e psichiche. I giochi, oltre a migliorare la struttura fisiologica del bambino, perfezionano la psicomotricità e naturalmente, assieme al sistema nervoso motore, interessano anche il sistema muscolare e quello articolare. E' così che i giochi, nella loro multiforme varietà, coltivano, affinano e perfezionano le qualità dominanti quali sono di volta in volta la velocità, la coordinazione, la prontezza, la destrezza, l'abilità, i riflessi, la resistenza, le dissociazioni, ecc... 1 Esistono numerose classificazioni dei giochi in base alle loro caratteristiche. Ad es., in rapporto al loro contenuto, i giochi sono stati distinti infunzionali: compaiono fin dal primo anno di vita e favoriscono lo sviluppo e l'esercizio di una funzione; immaginativi o simbolici: il bambino svolge dei ruoli immaginari; recettivi: basati sull'osservazione e l'ascolto; costruttivi: che si servono di forme sempre più differenziate (costruire torri, disegno, manipolazione di materiali ecc.). (Dizionario di psicologia, 1986)

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